IL nostro albergo

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Testo: IL nostro albergo
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L'albergo dove si erano incontrati non esisteva più; i proprietari erano venuti a mancare e i nipoti non avevano mostrato interesse a tenerlo aperto. Ennio si era recato al mare con la sorella, reduce da una pesante depressione, sperando di aiutarla a risollevarsi dopo la morte del marito. Erano rimasti lì per un mese, in quello che sembrava un angolo di paradiso, dove il mare brillava d'argento e le giornate scorrevano serene.

Nei giorni di pioggia, Ennio trascorreva il tempo nella sala lettura, dove ebbe modo di conoscere Elvira. Lei era in vacanza da sola, dato che il fidanzato l’aveva lasciata e le amiche non potevano prendersi ferie. Entrambi condividevano una passione per i fiori e la natura, e adoravano immortalare la bellezza dei giardini fioriti. Decisero quindi di visitare il famoso giardino che era aperto al pubblico.

La sorella di Ennio, che sembrava rinata, si unì a loro nella visita. I giorni passarono rapidamente e, al termine delle vacanze, Ennio ed Elvira continuarono a vedersi, sfatando così il mito che "lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Prendevano il treno e si incontravano a metà strada, approfittando di ogni occasione per stare insieme.

A distanza di quindici anni, l’albergo era diventato un luogo abbandonato, coperto di erbacce. Ma per marito e moglie, quell'edificio rappresentava il punto di partenza di un legame che aveva cambiato le loro vite.

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